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L’Omeopatia in Austria e dintorni cosa ne pensano i veterinari?

(fonte: NL Fiamo >>)

L’Omeopatia e le altre discipline che sono raggruppate sotto il termine Medicine Complementari e Integrative (CIM) sembrano riscuotere un forte interesse professionale sia tra i veterinari liberi professionisti, sia nel mondo accademico e formativo dei Paesi di lingua tedesca.

La Dr.ssa Petra Weiermayer, attuale Presidentessa della Società Austriaca di Omeopatia Veterinaria (ÖGVH) e Responsabile della Sezione di Ricerca della Società Scientifica di Omeopatia (WissHom) ha segnalato sulla Newsletter di agosto 2025 dell’ECH (European Committee for Homeopathy) che  sono stati pubblicati i risultati di un’indagine sulla percezione e diffusione delle Medicine Complementari e Integrative (CIM) in Austria, Svizzera e Germania.

L’articolo, intitolato “Use of Complementary and Integrative Medicine (CIM) in Veterinary Practice in Austria and CIM Education at Universities in Austria, Germany and Switzerland” (pubblicato su PlosOne, luglio 2025) è il frutto della collaborazione di numerosi ricercatori affiliati presso varie Università di Austria, Svizzera e Germania.

L’indagine si basa su un questionario compilato da 246 partecipanti volontari (tutti veterinari austriaci provenienti da differenti realtà professionali) e su ricerche online sulla situazione accademica (cattedre universitarie, corsi, ecc.) delle Medicine Integrative e Complementari.

Nel “calderone” delle CIM rientrano molte pratiche che affiancano la Medicina definita tradizionale: Agopuntura e terapia neurale, Chiropratica, Nutrizione e dietetica, Omeopatia, Fisioterapia e Medicina riabilitativa, e Fitoterapia. Alcune sotto-discipline di CIM possono essere utilizzate allo stesso modo del trattamento medico convenzionale, a seconda della situazione, come la nutrizione e la dietetica.

Secondo Hoenders et al. 2024 o anche l’Academic Consortium for Integrative Medicine, la Medicina Integrativa si concentra sull’individuo nella sua interezza, si basa su prove scientifiche e utilizza tutti gli approcci terapeutici e sanitari più appropriati per raggiungere una salute e una guarigione ottimali.

L’integrazione delle CIM nel curriculum delle università veterinarie è specificata dalla American Consensus Guideline on University Education in Integrative Veterinary Medicine, ma non esiste un documento simile in Austria e Germania. In Svizzera è regolata dalla legge sulle professioni mediche, ed è obbligatoria per le università sia di Medicina umana che veterinaria. In Germania il regolamento di abilitazione per i medici cita questo requisito solo per la Medicina umana.

Tuttavia le CIM forniscono strategie che contribuiscono a ridurre l’uso di antimicrobici, prevenire o curare le infezioni sia nella Medicina umana che veterinaria e possono contribuire a promuovere la salute/resilienza di esseri umani e animali.

L’indagine CIMUVET (Uso della Medicina Complementare e Integrativa in Medicina Veterinaria) ha mostrato che 145 veterinari (58,9%) riportano un atteggiamento positivo, 55 (22,4%) negativo e 38 (15,4%) si presentano neutrali nei confronti delle CIM, mentre 8 (3,3%) hanno scelto l’opzione “nessuna risposta”.

Il 65% dei veterinari con un dottorato di ricerca o un DVM ha risposto di avere un atteggiamento positivo nei confronti delle CIM.

Il 35% tratta con le CIM da 1 a 50% dei pazienti a settimana, il 30,9% dei veterinari tratta più del 50% dei pazienti con le CIM, ottenendo un tasso di risposta positiva alle terapie pari al 65,9%.

L’83,7% degli intervistati afferma che vi è domanda da parte della clientela di trattare i propri animali con le CIM, specialmente tra i Colleghi che dispongono di una formazione specifica in materia.

Il 69,9% si è dichiarato favorevole all’offerta di metodi di CIM negli ospedali veterinari.

Tra le risposte libere si legge anche: “Le singole specializzazioni veterinarie devono lavorare insieme e non l’una contro l’altra! La Medicina non può funzionare senza la Medicina Complementare, ma nemmeno la Medicina Complementare può funzionare senza la Medicina Convenzionale”.

La sezione di indagine dedicata alle Università rivela che in Austria la Vetmeduni Vienna (l’unica Università di Medicina veterinaria) offre vari corsi opzionali CIM e corsi opzionali od obbligatori nei campi dell’Agopuntura e della terapia neurale, della Nutrizione e della Dietetica, della Fitoterapia, della Medicina fisica e della riabilitazione.

In Germania, la gamma di corsi CIM varia da università a università. Ad esempio, l’Università Justus-Liebig di Gießen ha inserito nel curriculum anche “Omeopatia, Fitoterapia e Terapia antroposofica”In Svizzera, il CIM e le sue sotto-discipline sono parte integrante degli studi di Medicina veterinaria, come richiesto dalla legge sulle professioni mediche.

Secondo la definizione del suo fondatore David Sackett e di Cochrane Germany, la moderna Medicina Basata sulle Prove di efficacia (EBM) si basa su tre pilastri: l’esperienza clinica individuale, le preferenze dei pazienti (sulla scelta terapeutica, N.d.T.) e lo stato attuale della ricerca clinica. L’obiettivo dell’EBM è integrare l’esperienza del medico, le preferenze del paziente e le migliori informazioni scientifiche disponibili per guidare il processo decisionale sulla gestione clinica. Tutti i metodi CIM menzionati nel questionario potrebbero essere considerati nel contesto della Medicina Basata sulle Prove di efficacia in quanto si basano su questi tre pilastri. Ciò dovrebbe essere supportato da una ricerca e da una formazione adeguate.

La formazione sulle CIM nel settore universitario nel suo complesso dovrebbe essere ulteriormente ampliata con urgenza nell’ambito della Strategia dell’OMS sulla Medicina Tradizionale 2025-2034 per le CIM. Nell’ambito della promozione del concetto di “One Health“, è necessario esplorare il potenziale delle CIM nella prevenzione e nella terapia efficaci delle malattie infettive. Ciò sosterrebbe anche le urgenti richieste dell’UE per la riduzione dell’uso di antibiotici.

Dr.ssa Roberta Sguerrini

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